Ora che fa caldo Guardiamoci qualche ricetta speciale.
Io sono Francesco
5 02 2009Per la serie: politicamente scorretto. Qui trovate il testo.
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Torna Sanremo
4 02 2009Come tutti gli anni torna il Festival di Sanremo. Quest’anno si prospetta come il più bizzarro delle ultime 59 edizioni.
Volete sapere altro. cliccate qui vi porterà alla pagina ufficiale.
Io tifo Gemelli Diversi più che altro perché sono i meno tradizionali.

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Per Elisa
4 02 2009A volte la TV serve. L’anno scorso la trasmissione di RAI2 X Factor è stata vinta dagli Aram quartet con la canzone “Per Elisa” scritta da Franco Battiato nel 1981, cantata da Alice e vincitrice di Sanremo. Vi presento la versione orginale.
E qui potete ascoltare la rivisione 2008. A me piacciono tutte e due perché la canzone è bella. Sapete qual è il tema di questa canzone? Continua …
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Etichette: Alice, Aram quartet, Battiato, musica
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Meglio sorridere
1 02 2009Sono semplici, sono divertenti, e dicono delle cose che tutti sanno, ma a me piacciono: Le avventurine di pene e vagina
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Glob l’osceno del villaggio
19 12 2008Programma che va in onda su rai tre la domenica in seconda serata. Assolutamente da vedere. Con Enrico Bartolino. Tra altre cose propongono il “traducetelo voi” dove viene presentato un titolo di giornale incomprensibile e che gli spettatori devono tradurre in italiano.
La settimana scorsa il gioco era questo:
E’ una pubblicità pubblicata su Libero giovedì scorso. A proposito di comunicazione, osservate bene il nostro amato premier. Cosa vuol comunicare? Cosa sta facendo?
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Stupidario 5
14 12 2008Ho problemi di vista: sono lesbica di entrambi gli occhi.
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Filippo Facci: il giornalista italiano più odiato
14 12 2008Filippo Facci scrive per “Il Giornale”. Molti lo odiano dicono che è di destra, che è uno str….., che è il tirapiedi di Berlusconi. Qualche volta però è interessante leggere i suoi articoli. E poi è figo.
Ti ho conosciuta in INTERNET e ti ho scritto, ma non lo farò più, perché non esisti
Scritto da Filippo Facci 10/9/2008 Grazia
Che ti racconto? Allora, vediamo. Sono a casa. Non sto facendo niente, infatti sono al computer. In vacanza sono stato nel tal posto, lo scorso weekend in quest’altro. Non sono credente, ho tre cicatrici sul corpo, sono del Toro, ho un’Aston Martin, Ventotene è tanto triste e ho addosso una stanchezza terribile.
Senti, non ce la faccio. Non ti racconto niente. Ho già dato. L’ho già fatta, in passato, questa parte di raccontare cose e situazioni a persone che di fatto non esistono, proiezioni al di là di uno schermo, flirt via email, in chat, in Facebook, in Badoo, in Asmallworld, dove ti pare.
Non ce la faccio ogni volta a ricominciare da capo. La verità è che tu non esisti, di fatto non esisti: e non ho voglia di ricadere nello schema e quindi di trasfigurarti, di guardare per mezz’ora l’unica foto che mi hai mandato, di immaginarti secondo strani disegni dell’inconscio. Per poi, un giorno, magari, incontrarti per scoprire sempre e regolarmente che tu sei semplicemente altro. Qualsiasi cosa tu sia, e qualsiasi cosa io abbia immaginato e compreso, tu sarai sempre altro.
È una fatica d’inferno, farsi conoscere un minimo. Dico un minimo. Lo è nella vita comune, figurarsi: i margini di incomprensione superano sempre la nostra immaginazione. Ora che poi esiste la rete, ora che in giro ci sono misere tracce e scampoli di noi tutti, ecco, allora è anche peggio: perché il quadretto e il pregiudizio sono ancora più superficiali e veloci. E allora è ancora più difficile lasciar intuire anche solo un scintilla autentica di noi, farla conoscere, ma soprattutto riconoscerla noi, ricordarci chi siamo al di là della vacanza, delle cicatrici, dello scorso weekend.
Vedi, ci sono due foto, la mia e la tua. Sembrano due bei ragazzi, sono ancora gentili e curiosi uno dell’altro: resta che probabilmente si stanno scrivendo solo per quelle, per le foto. E mi viene quasi voglia di non sporcare le cose, di abbandonarle a questo stato primigenio e perfetto È sabato sera e scrivo a un sconosciuta. Lo resterà. Sembra molto bella, ma non le scriverò più. Non ti scriverò più. Perché non esisti. Ti racconto questo.
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Stupidario 4
3 12 2008“Allora ragazzi.. domani faremo il compito a sorpresa su quello che vi ho appena spiegato!”
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Babbo Natale non esiste e tutti lo devono sapere. Evviva la Befana!
30 11 2008Ecco un testo che dimostra, in modo scientifico, il fatto che Babbo Natale non esiste.
Nessuna specie conosciuta di renna può volare ma, dal momento che esistono 300.000 specie di organismi viventi ancora da classificare e, benché la maggior parte di questi siano insetti o germi, ciò non esclude del tutto la possibilità che esistano renne volanti, che Babbo Natale utilizzerebbe per il traino della sua slitta.
Ci sono due miliardi di ragazzi (persone sotto i 18 anni) nel mondo, tuttavia, dal momento che Babbo Natale sembra non visiti i ragazzi musulmani, indù, ebrei e buddisti, questo riduce il lavoro al 15% del totale, 378 milioni, secondo l’ufficio delle popolazioni. Ad una media censita di 3,5 per abitazione, sono 91,8 milioni di case.
Supponiamo che ci sia almeno un “bravo bambino” per ogni casa. Grazie ai fusi orari e alla rotazione della terra, Babbo Natale ha 31 ore per il suo lavoro, assumendo, come sembra logico, che viaggi da Est verso Ovest. Questo comporta, però, una media di 822,6 visite per secondo; ciò significa che, per ogni casa di cristiani praticanti con almeno un bravo ragazzo, Babbo Natale deve:
a) parcheggiare,
b) saltare fuori dalla slitta,
c) scendere per il camino,
d) riempire le calze,
e) mettere i regali sotto l’albero,
f) mangiare qualsiasi cosa sia stata lasciata,
g) risalire per il camino,
h) balzare sulla slitta,
i) raggiungere la casa successiva,
il tutto in un tempo medio di 1,2 millesimi di secondo.
Se diamo per scontato che ciascuna di queste 91,8 milioni di fermate sia distribuita omogeneamente sulla Terra (cosa che sappiamo non essere vera, ma che per amor di calcolo assumiamo come vera), stiamo parlando di una media di circa 1,154 Km per casa e di un viaggio totale di 112 milioni di Km, senza contare le fermate per fare quello che la maggior parte di noi fa almeno una volta ogni 31 ore, più il cibo ecc.. Questo fa sì che la slitta di Babbo Natale si debba spostare ad una velocità di 962 Km al secondo, cioè tremila volte la velocità del suono. A titolo informativo, il più veloce veicolo dell’uomo, la sonda spaziale Ulisse, viaggia alla misera velocità di 40,5 Km/s, mentre una renna qualsiasi può raggiungere -al massimo- 22 Km all’ora.
Il carico della slitta è un altro elemento interessante. Ammesso che ogni bambino non ottenga nulla di più che un pacchettino medio del peso di 900 grammi (una confezione di Lego, ad esempio), la slitta trasporta 321.300 tonnellate, senza contare Babbo Natale stesso, il quale viene sempre descritto sovrappeso. Su terreno, una renna convenzionale può trainare 136 Kg. Anche accettando l’ipotesi che le “renne volanti” possano trainare un peso dieci volte superiore a quello di una renna normale, non ci basteranno le tradizionali otto renne, abbiamo bisogno di 214.200 renne. Questo incrementa il peso lordo a 353.400 tonnellate, almeno quattro volte il peso della Queen Elisabeth, slitta esclusa.
Una massa di quasi quattrocentomila tonnellate che viaggiano a 962 Km al secondo creano un enorme attrito con l’atmosfera, e questo provocherà il riscaldamento delle renne di testa nella stessa misura di un’astronave al rientro dallo spazio. La prima coppia di renne assorbirà da 1 a 1,3 quintilioni di Watt (ciascuna). In breve si volatilizzeranno istantaneamente esponendo le renne alle loro spalle alla stessa sorte e creando un assordante bang supersonico nella loro scia. L’intero gruppo di renne verrà vaporizzato in 4,26 millesimi di secondo e Babbo Natale, contemporaneamente, sarà soggetto a forze centrifughe pari a 17.500,06 G. Un Babbo Natale appena sopra il quintale (che sarebbe comicamente magro) verrebbe schiacciato sul fondo della slitta da una forza di 1.957.420 Kg-forza.
Se Babbo Natale ha mai tentato di consegnare regali alla vigilia di Natale, ora è sicuramente morto.
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